L’omocisteina è un amminoacido contenente zolfo che si forma in seguito alla trasformazione enzimatica della metionina, un altro aminoacido solforato presente negli alimenti proteici (latticini, carne, legumi, uova).
Se presente in eccesso nel circolo sanguigno l’omocisteina causa danni addirittura superiori rispetto al colesterolo.
L’omocisteina viene considerata un fattore di rischio indipendente poiché da sola è in grado di aumentare l’incidenza di malattie cardiovascolari, indipendentemente dalla presenza di altri fattori predisponenti. Già valori superiori alla norma si correlano ad un aumentato rischio di aterosclerosi, ictus ed infarto del miocardio.
Così come il colesterolo, l’omocisteina si associa ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, ma, a differenza di questo, aumenta il rischio di molte altre patologie sia del sistema cardiocircolatorio (trombosi venosa, embolia polmonare) che non (malformazioni fetali, decadimento mentale, Alzheimer, fratture spontanee).
La concentrazione di omocisteina nel plasma è dovuta all’interazione di fattori genetici, fisiologici ed acquisiti (dieta povera di vegetali, farmaci, malattie ereditarie ecc.).

Livelli di omocisteina normali:

– nell’uomo 5,46-16,20 µmoli/l
– nella donna 4,44–13,56 µmoli/l

con metodica in chemiluminescenza.

 

Info